Premio letterario - Rita Pacilio finalista con due inediti al Premio Poetincorto Forlì 2011
1. (Ispirazione da ‘Cuore sacro’
Regia Ferzan Ozpetek)
Regia Ferzan Ozpetek)
Alle quattro e mezza esco dal buio
è l’ora vuota di notte e di te.
Sono il resto del bicchiere nudo
giudicato dall’ignoranza di vetro.
Vengono le parole crude
a tagliare i diamanti caduti
dall’intonaco siderale di casa
eccomi a lavare pavimenti.
Come le sedie esperte dello spazio
si muovono lineamenti
ci incamminiamo fino al sangue
tu lieviti bocche e ne fai nidi.
2. (Ispirazione da ‘L’amore è eterno finchè dura’
di Carlo Verdone)
di Carlo Verdone)
Che sta franando ogni cosa da me
fardelli di fronde e rami verdi
guardata da lontano come un cane
giro la sera senza esattezza.
L’abisso cresce nella pancia
mi accorgo che il cuore non c’è
questi due topi rosicchiano
il pizzo della sottana blu.
Ci sarà polvere tra le cosce
devi sverginarmi un’altra volta
insultare le pulci sulla foglia
punire con lo sguardo la paura.
Rita Pacilio
(Inediti diritti riservati)
Rita Pacilio
(Inediti diritti riservati)
Partecipazione - Presentazione 'Angoli nascosti' di Claudio Moica' 1 luglio 2010
Il CIF comunale di San Giorgio del Sannio
il Cif prov di Benevento
e L'associazione culturale
'Le mele di Adelaide'
organizzano
l'incontro con l'autore
Claudio Moica
letture da
'Angoli nascosti'
modera
Rita Pacilio e Cosimo Caputo
interviene
on. Mario Pepe
Caffetteria Emirò 1 luglio 2010
Recensione - Pacilio su Conticello 'Barocco amorale'
Barocco Amorale
di Diego Conticello
Commento di Rita Pacilio
‘Barocco amorale’ è una provocazione poetica senza limiti spazio-temporali quasi a voler verificare se il lettore è pronto o meno ad accettare l’invito/sfida di lasciarsi ricondurre ad un valore linguistico ed euristico del verso.
La eccelsa prefazione di Silvio Ramat tratteggia l’opera in termini esplicitamente tecnici con un discorso anatomico e fisiologicamente culturale.
Piuttosto la mia lente si sofferma su come accade che un verso ‘altrove’ trasuda in egual misura la speranza e la malinconia, il dolore e l’eros, la disperazione e il pentimento e su come sia possibile che gli stessi accadimenti emozionali appartengano sia al lettore che all’Autore.
- A Roma, alla Fiera ‘Più libri più liberi 2010’ presso lo stand LietoColle ho conosciuto Diego Conticello. Ci siamo scambiati i libricini e ci siamo ritrovati uno nel libro dell’altra. La magia della Poesia. Poche parole. Abbiamo letto alcuni versi ad alta voce, altri in silenzio. Diego giovanissimo, io donna matura. Entrambi non altissimi (mi piace sottolinearlo perché ho dovuto constatare che qualche Autrice, altissima, pensa che nei suoi centimetri le venga riconosciuta maggiore intelligenza, quindi maggiore qualità creativa!) Io e Diego ci siamo ritrovati nelle immagini semplici. Nelle emozioni in tensione, sospese tra un verso e quello successivo. Ci siamo ripromessi un incontro via mail. La magia della Poesia. –
L’esperienza dei versi in comune non erano inerenti al ciclo vitale ma le valenze erotiche o eteree si distinguevano come angeli combattenti con archi e frecce.
Le cicatrici parlate con il corpo partono nel cuore: la Poesia del Conticello è una trasfigurazione estetica che addolcisce la realtà con una abilità laboriosa e sacrale. Le figurazioni sono sublimi e possono essere lette incrociando più memorie letterarie.
Rita Pacilio
Recensione - Pacilio su Sblando 'Due granelli nella clessidra'
Due granelli nella clessidra di Salvatore Sblando
Commento di Rita Pacilio
Due granelli nella clessidra è l’opera prima di Salvatore Sblando: una linea poetica suggestiva ed esperienziale che identifica lo ‘spazio’ e il ‘tempo’ della Poesia con quella zona di fusione e di congiunzione tra il mondo che percepiamo tutti i giorni e il mondo che ci sfugge, cioè tra ciò che possiamo conoscere razionalmente e ciò che conosciamo in modo intuitivo e sensoriale.
E’ proprio in quella zona che il Poeta si trova di fronte ai concetti e alle emozioni, ed è proprio lì che deve decidere se bisogna elevare tutto al simbolismo (Baudelaire). Subentra così la necessità di essere preciso e vago allo stesso tempo (Luis Munos). Ma il tempo non è nemico del sentimento, né una minaccia del quotidiano andare. Il tempo non si disperde nel rapporto corporeo con il mondo udibile e gustabile. (Verrai nuovamente tempo / a passeggiare sotto ponti). Il tempo nella poesia di Sblando si concentra sulle parole, nelle rapide visioni poetiche che si compongono tra i movimenti e i segni senza mai eccedere in una intensità carnale. E’ un percepire moderno dello spazio fisico, quasi un attraversamento ordinato e cronologico di un presente storico sullo sfondo di una Torino dei giorni odierni.
Al centro dell’attenzione dell’opera ci sono le figure, i soggetti che fanno posto ora ai rapporti ora ai desideri. (Siamo qui, soli / e non c’è respiro che sappia recitarti). Nessun’ansia o colpo di scena: ci troviamo di fronte ai racconti in versi e sono le nostre immaginazioni ad allineare le figure/simbolo in una parabola di insieme per farne cornice e per intercalarne le sezioni o in ‘un paesaggio possibile’ o in ‘un altrove’.
La parte vuota della clessidra appartiene all’uomo nomade, che migra, che sa spiegare le ali, che cerca la definizione della sua identità: forse è in quella parte di tempo incomprensibile che ogni Esmeralda arriverà ad essere onda!
Rita Pacilio
Recensione - Pacilio su Esu 'Nuda, cruda poesia'
Nuda, cruda poesia di Maria Grazia Esu
Commento di Rita Pacilio
Instaurare una nuova visione.
E’ una tecnica cognitiva ‘afferrare’ un oggetto o un fenomeno come fosse un altro: ritrovo questo processo nella raccolta poetica ‘Nuda, cruda poesia’ di Maria Grazia Esu.
Questa tipologia di tecnica, non è metafora o similitudine, riguarda l’elaborazione cognitiva di chi osserva un fenomeno. Quindi si tratta di uno ‘sguardo’ che svela una visione dell’oggetto che si osserva. Al lettore, infatti, Maria Grazia Esu mostra le sue intuizioni cognitive delle cose: ne chiede condivisione perché avverte il bisogno di far interagire la realtà con la proiezione dell’immaginario – Coprire il segreto del mio tormento -
L’Autore parla della magia del mutamento e ci spiega come cambiare, cadere, svanire, sfiorire o andare via.
Esu sa che il mondo delle cose è instabile e scorre la malinconia di determinati sentimenti umani attraverso una spiccata empatia con il resto del presente. Una sorta di essenzialità e di canto primario o come scrive Mario Luzi ‘la chiara e terribile semplicità dell’esserci’.
La riflessione offre elementi utili per accogliere la generosità dei versi – Riceverne il riflesso, nutrirmi –
In ogni poesia vi abitano i ricordi personali e tutte le nostre emozioni. Gli effetti sono immediati e a volte riducono la storia e il tempo ad un irrisolto punto enigmatico. Una scrittura intrisa di musicalità forse non ancora completamente pronunciata ma che inizia a profilarsi all’interno delle sue germinazioni modulandosi prima nelle parole e poi nei conflitti del mondo.
La consapevolezza dell’enigma va oltre la semplicità dei luoghi interni perduti e ritrovati. Il concetto simbolico dello sguardo ha un significato che rompe lo schema della vita e della morte ed è certezza il percorso dello spazio che appare tutto consumato perché già percorso.
La promessa – Vai prima che ti sorprenda il buio - lascia aperte le ferite anziché guarirle. Ecco perché la Poesia ha il compito di aspirare a divenire unguento.
Rita Pacilio
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