Traduzioni - 'Di ala in ala’ Rita Pacilio - Claudio Moica LietoColle - ‘Din aripâ în aripâ’ - Traduzione di Leliana Ionescu

Pacilio/Moica tradotti in rumeno



Di ala in ala’
Rita Pacilio – Claudio Moica
- LietoColle

Din aripâ în aripâ’
Traduzione di Leliana Ionescu






Rita

E sparisco gli occhi velocemente
come per ricominciare il resto
bacio la bocca con la rosa rossa
due gocce di sangue raffreddato.

Non la voglio sentire un’altra voce
amore di capelli arruffati
s’inghirlandano di sonno i baci
le mie labbra avanzano di spalla.

Non inventarmi valli colorate
non fallire la magia del fango
Vedi la costola riemergere?
Un’ala o una mano.



Claudio

Ho sgualcito questo mondo di cartone
tenuto nelle mani stanche
unico simbolo di passaggio
per piccole virtù umane.

L’oscurità va piangendo
attraverso i canti del mattino
e scosto la mano intessuta di eco
per non far morire il richiamo.

Voglio bere dell’oscuro
e chiudere gli occhi tra le ali
attraversare spazio e sogno
condannato a questo Amore mortale.





Rita

Şi dispar ochi rapid
ca pentru reîncepere restul
sârut gura cu trandafirul rosu
douâ picâturi de sînge râcit.

Nu vreau sâ aud o altâ voce
dragoste de pâr încîlcit
ghirlandâ de somn sâruturile
buzele mele prind aripi.
Nu-mi inventa vâ i colorate
nu distruge magia noroilui
vezi coasta reînâltindu-se?
O aripâ sau o mînâ.



Claudio

Am mototolit aceastâ lume de carton
ţinutâ de mîini obosite
symbol unic de trecere
prin mici virtuţi omeneşti.

Întu nericul merge plîngînd
de-a curmezisul cîntecelor dimineţii
şi-ndepârtez mîna împletitâ de ecou
ca/sa nu moarâ atracţia.

Vreau sâ beau întuneric
şi sâ închid ochi între aripi
traversnd spaţiu si vis
condamnat la a ceastâ dragoste mortalâ.


Recensione - Gerlando Gatto sull'Album 'INFEDELE'




Rita Pacilio – “Ifedele”
Rita Pacilio – “Infedele” – Splasc(H) CDH 1552.2
Qualcuno di voi si chiederà, forse, come mai lo spazio dedicato alle recensioni discografiche si apre non rispettando il solito ordine alfabetico: la spiegazione è molto semplice. Questo è stato il primo disco giunto in redazione nel 2011 e trattandosi di un album di sicuro interesse ho deciso di segnalarvelo per primo. Dico interessante, dicevo, in quanto la vocalist Rita Pacilio ha scelto una strada tutt’altro che facile, vale a dire fondere poesia e jazz. In effetti mentre come interprete jazz è ai primi passi – almeno dal punto di vista discografico – come poetessa ha invece già dato alle stampe parecchi volumi a partire dal 2003. Non a caso tutti i testi di “Infedele” sono tratti dalle raccolte poetiche “Alle lumache di aprile” (Lietocolle 2010) e “Tra sbarre di tulipani” (Lietocolle 2008). Per dar corpo ad un progetto tanto impegnativo, la Pacilio si è circondata di musicisti a lei cari come il e tastierista Antonello Rapuano, il chitarrista Giovanni Francesca, il batterista Carlo Lomanto, il trombettista Luca Aquino che suona solo nel brano da lui stesso composto (“Sopra le nuvole”) e soprattutto il ben noto sassofonista veneziano Claudio Fasoli che viene definito dalla stessa Pacilio “mio grande maestro e special guest del mio disco”. In effetti Fasoli ha dato un grosso contributo all’ottima riuscita dell’album dal punto di vista sia strumentale (splendidi alcuni suoi interventi) sia compositivo dato che ben sei pezzi sono opera sua. Ma, Fasoli a parte, è tutto l’impianto che funziona bene: i testi della Pacilio sono tutt’altro che banali, arguti musicali e vestirli di note è stata un’impresa sicuramente entusiasmante. Insomma è la prova provata di come se si hanno le carte in regola qualsiasi terreno può essere attraversato con successo, rendendo possibili imprese sulla carta improbabili come quella di coniugare emozioni, pensieri, immagini, armonia, melodia e “parola poetica” come la stessa Pacilio definisce i suoi testi. Come si diceva in apertura, un album fresco, nuovo, davvero interessante, da ascoltare con partecipe attenzione.
http://www.online-jazz.net/wp/2011/01/30/i-nostri-cd-34/#pacilio

Gerlando Gatto